Il sesso per i disabili

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E’ un argomento da cui prendo spunto avendo guardato il recente servizio de Le Iene.

E’ nel diritto dei diversamente abili avere una sessualità attiva seppur con certe limitazioni dovute alla mobilità compromessa.

Il blogger Maximiliano Ulivieri con il suo sito Assistenza Sessuale raccoglie esperienze e informazioni. Potete leggere anche una sua interessante intervista sul Messaggero.
La raccolta firme con la petizione online mira ad ottenere una figura di assistente sessuale legalmente riconosciuta, così come già avviene in altri Paesi europei.
L’assistente sessuale non ha a che fare con la prostituzione.
Si tratta infatti di un operatore professionale che decide di aiutare le persone diversamente abili a sperimentare l’erotismo e la sessualità. Questo operatore, formato da un punto di vista teorico e psicocorporeo sui temi della sessualità, permette di aiutare le persone con disabilità fisico-motoria e/o psichico/cognitiva a vivere un’esperienza erotica, sensuale e/o sessuale. Gli incontri, infatti, si orientano in un continuum che va dal semplice massaggio o contatto fisico, al corpo a corpo, sperimentando il contatto e l’esperienza sensoriale, dando suggerimenti fondamentali sull’attività autoerotica, fino a stimolare e a fare sperimentare il piacere sessuale dell’esperienza orgasmica. In piena libertà e consenso, alcuni operatori possono proporre anche delle relazioni sessuali, giungendo fino all’esperienza della penetrazione oppure fermandosi ai rapporti come fellatio e cunnilingus.

Secondo un sondaggio, riportato dal sito disabili.com, il 77 per cento dei portatori di handicap si dichiara favorevole all’assistenza sessuale.

fonte: Il Fatto Quotidiano

Parliamo dell’argomento anche nell’apposita discussione nel forum!

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