Quando il porno si tinge di rosa

female symbol

Chi l’ha detto che i film porno sono visti da un pubblico prettamente maschile?

E’ vero che il numero di donne che lo vede è inferiore a quello maschile ma si sta avendo sempre maggior interesse, soprattutto per il porno “pensato” per le donne.

Si tratta di un porno diverso di quello consumato dal genere maschile. All’uomo interessa più l’atto fisico in se, mentre quello femminile tende ad essere più “erotico”, con una storia dietro.

Sono sempre di più le registe che producono questo tipo di film, come la svedese Erika Lust, vincitrice già di diversi premi; così come la tedesca Petra Joy.

Il genere di Petra viene definito come “art-core”, ovvero focalizzati su una sessualità intesa da un punto di vista femminile, creativa, fatta di giochi sensuali e per il piacere femminile.

In una sua recente intervista Petra si augura che i suoi film possano aiutare nell’educazione sessuale dei giovani aggiungendo: “sappiamo che molti giovani ottengono l’educazione sessuale attraverso il porno ed è molto importante avere film che mostrano i preliminari”.

Per esempio nei suoi film mostra l’uso dei preservativi e come possono far parte dell’atto in una maniera molto sensuale.

Petra ha quindi continuato dicendo che nei suoi film la donna (e ciò che vuole) sono al centro dell’attenzione: “Penso che sia importante avere film che provvedano a soddisfare anche le fantasie femminili considerando tutto il materiale disponibile per soddisfare le fantasie maschili e forse ciò può aiutare anche gli uomini a capire di più la sessualità femminile.”
Ha inoltre aggiunto che il fatto interessante è che se una donna guarda questo tipo di porno molte di loro ci si identificano.

Petra è convinta che c’è un trend in cui ci si allontana dai film porno “aggressivi” o misogeni.

Conclude dicendo che in generale non rifiuta il porno e che c’è molto da guadagnare facendone uso, può essere molto piacevole e divertente.

Anche l’Italia non sta guardare, con il recente progetto “My sex” de Le ragazze del porno.
Sono un gruppo di 12 registe italiane, professioniste con esperienze solide nel teatro, nel cinema e nel mondo dell’arte contemporanea che hanno deciso di lavorare insieme per realizzare un film di corti pornoerotici.

Le riprese di My Sex inizieranno nel luglio 2014 e saranno finanziate attraverso un’operazione di crowdfunding su Indiegogo e la vendita di opere d’arte tramite Art for Porn.

Il loro manifesto politico-culturale si riassume nella frase “La risposta al porno di cattiva qualità non è vietare il porno, ma fare dei porno migliori!”

Riusciranno le ragazze nel loro ambizioso progetto?

fonte: Wikipedia, BBC, mentelocale.it

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