Inchiesta: il pericolo che si cela dietro le app di messaggistica

Le varie app di messaggistica sono un utile strumento per comunicare facilmente e velocemente con propri amici, famigliari, ecc… ma esiste anche un lato oscuro a cui bisogna fare molta attenzione, ovvero quando questi strumenti vengono utilizzati per scambio/diffusione di materiale illegale come ad esempio pornografia con minori.

Ho voluto quindi effettuare un esperimento utilizzando alcune app di messaggistica più diffuse per capire realmente se certi contenuti, che non dovrebbero essere assolutamente presenti, in realtà lo siano ed in che misura.

Una prima considerazione: si parla tanto dei siti/forum presenti in modo più o meno nascosto sia su Internet che nel Deep Web dediti alla condivisione/scambio di materiale illegale ma si sottovaluta o ignora che anche le app di messaggistica sono dei “veicoli” per certi contenuti, accessibili in quanlunque momento dalla tecnologia a portata di mano, o meglio di smartphone.

Se le app di messaggistica vengono utilizzate in modo appropriato non ci sono problemi, ma è sufficiente fare delle ricerche sia all’interno delle stesse app (nello specifico quelle che consentono di trovare gruppi/canali) che sul web utilizzando determinate parole (in italiano o in inglese) per trovare facilmente gruppi/canali inerenti al sesso.
C’è ovviamente da fare una distinzione, esistono gruppi/canali dove c’è uno scambio di foto/video adatti ad un pubblico adulto ma legali e, purtroppo, anche gruppi/canali appositi di condivisione di materiale illegale (es. zoofilia e pedopornografia).

Ma entriamo più in dettaglio con un’analisi delle app di messaggistica utilizzate per questo esperimento.

WhatsApp – non giudicabile

L’app più utilizzata al mondo per scambiarsi messaggi, foto, video, audio consente di creare gruppi. Su Internet è possibile trovare link a vari gruppi inerenti il sesso, sono anche presenti gruppi su incesto ma essendo pieni non ho potuto verificare.
Oltre a bloccare contatti, è possibile segnalare abusi inviando report al team di supporto WhatsApp (leggi FAQ WhatsApp).

Snapchat – sicura

La nota app utilizzata specialmente da un pubblico giovane consente di inviare agli utenti della propria rete messaggi di testo, foto e video visualizzabili solo per 24, poi avviene l’autodistruzione. Si possono creare gruppi composti da una cerchia di propri contatti, i gruppi non sono quindi pubblici, non si cercano all’interno dell’app o via web.
Oltre a bloccare contatti all’interno dell’app è possibile bloccare/segnalare gli utenti.
Per il periodo di test che ho utilizzato l’app non mi sono imbattuto in alcun contenuto proibito, può essere considerata sicura, ciò non toglie che può essere benissimo utilizzata da un gruppo ristretto e fidato di persone per scambio di materiale illegale.

WeChat – sicura

App di messaggistica molto diffusa nei Paesi orientali ma utilizzata e apprezzata anche in altri Paesi tra cui l’Italia.
Come per Snapchat consente di creare gruppi includendo persone dei propri contatti.
Oltre a bloccare contatti all’interno dell’app è possibile bloccare/segnalare gli utenti.
Per il periodo di test che ho utilizzato l’app non mi sono imbattuto in alcun contenuto proibito, può essere considerata sicura, ciò non toglie che può essere benissimo utilizzata da un gruppo ristretto e fidato di persone per scambio di materiale illegale.

Telegram – pericolosa

Ci sono molti gruppi Telegram inerenti al sesso dove si condivide materiale legale ma tramite questi è anche facile trovare link condivisi da qualcuno a gruppi con contenuti illegali.
Come da FAQ Telegram non esegue nessun controllo/richiesta relative a chat e gruppi, è solo possibile segnalare i set di sticker, i canali e i bot.
Inoltre Telegram permette di creare chat segrete, sono specifiche del dispositivo e non fanno parte del cloud di Telegram, chi vuole condividere / scambiare / inviare materiale illegale usa di frequente questo modo.

Kik – pericolosa

All’interno dell’app è possibile trovare gruppi pubblici, tra cui molti inerenti al sesso. Anche qui stesso “scenario” con gruppi esplicitamente illegali oltre a quelli legali.
Chi ne fa parte si scambia materiale direttamente all’interno dei gruppi o condivisione di link su cui viene caricato/condiviso il materiale (spesso utilizzato Dropbox).
Oltre a bloccare contatti all’interno dell’app è possibile segnalare i gruppi.

Chi fa parte dei gruppi Telegram e Kik dove si condivide e ci si scambia materiale illegale spesso lo fa usando nome fittizio, non mettendo la propria foto reale di profilo e per assicurarsi ulteriore anonimità adottano delle misure per non essere rintracciati facilmente (es. utilizzo VPN), non dimentichiamoci inoltre che ormai molte app di messaggistica adottano tecnologie di criptazione end to end.

La situazione è abbastanza preoccupante, ancor più se si considera che spesso i team di supporto delle varie app spesso non sono così celeri nel rimuovere i gruppi/contenuti illegali.
La sensazione è quella di un atteggiamento di “prudenza” a favore più della tutela della privacy degli utilizzatori delle app (inclusi quelli che eseguono attività illecite) piuttosto che bannare gli utenti coinvolti in queste attività e segnalarli alle autorità competenti.

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