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Sondaggio: In piena onestà, la Vostra prima volta è stata...
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Confessioni: la prima volta
#1
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Nelle coppie giovani, ma anche in quelle di una certa età, in quelle coppie dove il sesso ha ancora molta importanza è assai diffusa la curiosità, dei signori uomini, riguardo a un argomento che, sembra superato, ma che ancora solletica e sollecita la mente maschile.
Per millenni, e fino a pochi anni fa, la verginità femminile era considerata una prerogativa assai importante nelle unioni stabili, che posi sarebbero diventate delle vere e proprie famiglie. Oggi la liberalizzazione dei rapporti prematrimoniali e il desiderio eccitato dei giovani ha trasformato gli usi e costui del passato.
Bene!
Questa poesia, pensata in prima persona ma, anche, in relazione a tante confessioni di amici e amiche che mi scrivono, è una specie di prova del nove, un momento della "verità".
La donna si decide e mette a nudo i suoi pensieri e... il signor maschio "dominante" legge e decide se si sente abbastanza emancipato da conoscere la Verità!

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[b]La prima volta[/b]

La donna è emancipata, e l’uomo ora ci sta,
chi se ne frega più di... tanto tempo fa?
A chi mi chiede: - Allora, per te com’è sembrato? –
rispondo come tutte: - Un niente di speciale! –
A molte le ho sentite spararle ancor più grosse:
“A me mi ha fatto senso!”; “Madre! Che delusione!”
“E chi se ne ricorda; per me? L’ho cancellato!”
e va bene, beviamola, non ci pensiamo più.
Ma sarà proprio vero? Chiuse nello stanzino
apriamola la porta con dentro un posticino;
pensiamoci un momento a quella prima volta...
e poi, mica una sola: son state tante e tante.
Ricordi? Era difficile, amica mia, lo ammetti?
Dicevo le bugie, rischiavo le ginocchia
passando tra le sbarre, scavalcando muretti,
oppure nel silenzio, col cuore a diecimila,
in quella cameretta o nascosti in garage.
E come lo dimentico la prima volta: il cazzo?
Aspettavamo anni solo per quel momento,
ne parlavamo sempre, lo sognavamo trepide,
poi finalmente un giorno, trovatone il coraggio:
lo abbiamo preso in mano: era la prima volta!
Non ci sembrava vero, quella patta proibita,
un centimetro dietro: palpitava di vita.
Com'era grosso e duro, come ubbidiva al tatto:
mi sentivo regina e il pene era il mio scettro.
Lo tastavo passandolo da un palmo all'altro,
come per essere certa che fosse li davvero.
Lo stomaco in subbuglio, in petto un gran calore,
lo accostavo alla faccia, ne sentivo l’odore.
Da quella volta sempre, in mano lo prendevi,
poi dopo in bocca: bevevi e ne godevi.
Lo cercavo dovunque e ne volevo ancora,
scoprendo piano, piano il gioco dell’alcova.
I primi schizzi bianchi: cercare il tuo coraggio
per bere e per succhiare il succulento omaggio.
E poi, ogni giorno, coi palpiti, la vulva preparavi
per essere tutta sua e sempre ne sognavi.
Un giorno poi lo presi, come hanno fatto tutte,
la cosa che mi chiesi: perché ho aspettato tanto?
Lui era giovanissimo aveva sempre voglia
ed io, da vera donna, non glielo rifiutavo...
me ne facevo un vanto, e spesso lo stremavo.
Una volta, poi un’altra senza venire fuori,
provar le posizioni, star scomoda, supina,
ovunque era propizio scopar sera e mattina.
Avevamo scoperto il mondo del piacere
e chi mollava più? Volevo sol godere!
E adesso?
Adesso al mio compagno,
al caro fidanzato, al maritino stanco,
all'uomo emancipato... cosa dovremmo dire?
Che siamo un po’ deluse? Che vengo dopo il Calcio?
Che in quindici minuti... mi ha tutta soddisfatta?
Che come lo fa lui... non mi era capitato?
Che adesso c’è l’amore, e il sesso è triplicato?
E va bene: - Cosa? La prima volta mia?
Non mi ricordo, amore; era poco importante
e forse ero distratta. Ricordo un gran dolore
e la cosa era fatta! Ti piace questa storia?
Un flash, pochi secondi, una scopata strana
ed ero sverginata... un errore, una svista.
E’ stato come estrarre un dente dal dentista...-
Ora probabilmente, c’è poco del ragazzo,
di quello che diceva, del suo viso, del tono,
ma una cosa è sicura e non sarà smentita:
terremo sempre infisso nell'animo il suo cazzo!
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