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L'aiuto dell'infermiera
#1
Mi chiamo Mirko, sono un ragazzo di 32 anni e recentemente sono stato costretto ad una degenza di qualche settimana in ospedale a causa di un brutto incidente stradale.
Qui ho conosciuto Andrea, una giovane infermiera di origine moldava dai bellissimi occhi azzurri, capelli scuri, non molto alta di statura.
Veniva spesso a farmi visita per le normali operazioni di routine, aveva il sorriso sempre stampato in faccia ed era molto carina con me accertandosi ogni volta delle mie condizioni.

Ho sviluppato delle forti fantasie su di lei, si è pure accorta delle mie voglie quando avvicinandosi al letto magari involontariamente il mio braccio e la mia mano toccavano le sue cosce e questo contatto soft mi provocava delle rapide e vistose erezioni.
Lei notando questa reazione diventava subito rossa nelle guance, per smorzare l'imbarazzo mi faceva dei timidi sorrisi o cercava una distrazione tramite una conversazione.

Fortunatamente ero in stanza da solo quindi avevo un po' di privacy.
Riuscivo ad abbassarmi gli slip e a toccarmi lungamente, immaginavo di fare del sesso sfrenato con lei.
Accidentalmente aveva anche capito che giocavo di notte.
Preso dall'eccitamento una sera non avevo fatto in tempo a prendere i fazzolettini e sono venuto nel lenzuolo bianco che mi copriva.
Andrea era molto attenta a tutto ed il mattino durante la visita si accorse della chiazza giallognola presente.
Li per li non pronunciò parola, poi ritornando dalla riabilitazione la incrociai e, con un sorriso malizioso, mi disse che mi aveva anche cambiato il lenzuolo.

Quella stessa sera so che avrebbe fatto il turno di notte.
Vogliosissimo decisi di masturbarmi togliendomi completamente il pigiama e gli slip, rimanendo coperto solo dal sottile lenzuolo bianco.
La desideravo intensamente, così con il membro ben in erezione suonai il campanello.
Lei sopraggiunse chiedendomi cosa c'era. Risposi che faceva veramente caldo e se fosse stato possibile aprire di più le finestre.
Sempre con il sorriso ed i modi gentili che la contraddistinguevano lo fece, poi notando la forma ben visibile del mio pene si avvicinò al mio letto e disse che magari togliendo il lenzuolo sarei stato anche meglio, senza darmi il tempo di dire o fare niente con un gesto repentino lo fece.
Con faccia fintamente sorpresa mi disse: "ops scusami tanto Mirko!", io le risposi: "scusami tu Andrea!"
Lo fissò e disse: "però complimenti..." e mi chiese se magari avessi bisogno di un piccolo aiuto, la ringraziai e risposi molto volentieri, non aspettavo altro che quel momento!
Andrea abbandonò l'iniziale timidezza, chiuse la porta della stanza e avvicinandosi si mise a massaggiarlo dolcemente con la mano.
I suoi movimenti erano così sensuali, iniziai a godere.
Andrea non si risparmiò e si mise dapprima a leccarlo come un gustoso gelato per poi prenderlo completamente in bocca, lo succhiava in modo fantastico.
Dall'eccitamento non riuscii a resistere oltre e le venni completamente in bocca.
Sorridendo disse: "vedo che il mio aiuto è stato efficace".
Ero completamente soddisfatto ma non volevo lasciarla così, le dissi in modo deciso che ora io volevo sentire la sua fragolina.
Ci pensò un attimo e disse che sarebbe stato troppo rischioso ed era in servizio.
La pregai per farmela assaggiare, questa volta cedette e disse che era impossibile rifiutare e poi considerando il bel ragazzo che ero.
Io più di tanto non mi potevo muovere dal letto.
Lei si spogliò velocemente e si mise a gambe larghe sopra di me, proprio all'altezza del viso.
Aveva un buonissimo profumo ed era già bagnata, iniziai a leccarla con passione.
Andrea mi prese per i capelli ed iniziò a stringerli forte mentre cercava di contenere con la voce il suo godimento.
Oltre a giocare io con la lingua lei attivamente muoveva la sua fica ormai fradicia sempre più intensamente sulla mia bocca.
Mi accorsi quando venne perché dell'abbondante liquido mi inondò in pratica mezza faccia, era delizioso.
Andrea scese dal letto e si rivestì velocemente, mi diede la buona notte dicendomi che ero un fantastico leccatore.
Quella notte pensai ancora molto a lei, purtroppo non ci furono più altre occasioni di incontri così intimi, dopo qualche giorno fui dimesso e ritornai a casa.
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