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La compagna di papà parte 1
#1
Mi chiamo Elvin e sono studente universitario. Vivo insieme a mio padre Antonio e la sua compagna Natasha, di origine russe ma da molti anni qua in Italia.
Parla benissimo l'italiano ed è molto più giovane rispetto a mio padre, lui ha 50 anni e lei 30.
Ha la carnagione molto chiara, capelli e occhi scuri, le piace vestire sexy.
Ho un buon rapporto con lei e sono contento per mio padre che ha ritrovato la felicità dopo la scomparsa di mia madre.
Tra di loro c'è molta sintonia, anzi involontariamente mi capita di sentirli alle volte pure la notte mentre fanno sesso, soprattutto lei!

Una notte mentre la sentii godere particolarmente (le camere sono vicine, divise soltanto da muro) mi venne improvvisamente molta voglia, così mi spogliai e nudo disteso sul letto iniziai a toccarmi.
Giocai a lungo, mentre provavo piacere ho chiuso gli occhi e pensavo a lei, al suo fantastico corpo e che lo stavamo facendo e lei godeva grazie a me.
Ho aperto gli occhi e sentii la pancia bagnata, ero venuto.
Loro avevano già finito da poco, o perlomeno non sentivo più i gemiti di Natasha.
Presi un fazzoletto per pulirmi poi mi alzai e misi gli slip, uscii dalla camera per andare al bagno e sciacquarmi.
Nel corridoio inaspettatamente incontrai Natasha, indossava dei pantaloncini corti e sopra una maglietta, mi vide sudato e dopo un sorriso e mi disse che andava in cucina a bere e mi salutò sottovoce, probabilmente aveva intuito che avevo sentito.
La notte trascorse facendo altri pensieri peccaminosi su di lei, lo so era la compagna di mio padre e non era giusto averli!

Il giorno dopo rientrando a casa dall'università trovai Natasha sola a casa, era in cucina a preparare un dolce.

Le ho chiesto dov'era mio padre e disse che era uscito per comprare della cioccolata e zucchero a velo necessari per il dolce.

Mi avvicinai a lei e le dissi che l'aspetto del dolce prometteva bene ed ero curioso di assaggiarlo.
Natasha notò che la stavo guardando in un certo modo mentre impastava, il suo seno si muoveva dolcemente, non so cosa avrei dato per guardarlo e toccarlo!

Io gli ero di fronte non troppo lontano, ci divideva il tavolo. Si chinò di più per impastare meglio, in realtà credo lo fece apposta per provocarmi e vedere la mia reazione che non tardò ad arrivare.
Ebbi un'evidente erezione, intravidi il suo seno, portava un reggiseno violetto.
Disse che faceva molto caldo e si prese la maglietta come per sventolarsi, mi eccitai ancor più e a lei sembrava piacere la cosa.
Mi chiese di prendergli la farina che era in un mobile li vicino. Gliela portai e mi disse di versarne un po'.
Ora eravamo vicinissimi, potevo sentire tutta la sessualità che stava emanando, io sudavo sia per il caldo che per la voglia che in quel momento ebbi.
Lei mi ringraziò e con occhi pieni di desiderio forse aspettava una mia mossa o frase.
Purtroppo proprio in quel momento suonò il campanello della porta, era mio padre che era tornato.
Andai ad aprire, Natasha si ricompose e io per evitare che mio padre notò la mia evidente erezione dissi che andavo a fare una bella doccia fresca, Natasha mi fece un sorriso malizioso.
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