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Le attenzioni del capo
#1
Mi chiamo Serena e lavoro come segretaria da alcuni mesi in una piccola azienda di servizi per il lavoro.
Il capo è una donna, Chiara, e si è dimostrata fin dall'inizio sempre gentile e carina con me.
Al colloquio mi ha detto che crede che ho tante qualità e capacità, inoltre di avere proprio una bella presenza e che ciò mi dava punti in più dovendo ricevere clienti.

Chiara è la classica donna in carriera, è una trentenne brillante e dall'aspetto sempre impeccabile.

Bionda, occhi chiari, capelli lisci lunghi e con forme da sembrare una modella.

Capita di stare molto tempo insieme, per esempio usciamo a pranzo, oppure recentemente mi ha proposto di andare in palestra con lei appena finito di lavorare, siamo in pratica come amiche.

Mi sono accorta di sue attenzioni verso di me ma non gli ho mai dato molto peso.
Per esempio facendo esercizi durante la palestra l'ho vista dare occhiate al mio seno o al mio sedere.

Premetto che sono single, ma non ho mai avuto pensieri di andare o farlo con un'altra donna.

Una pomeriggio al lavoro mi ha detto se la potevo aspettare per andare in palestra più tardi in quanto aveva del lavoro urgente da finire.
No problem!

Era tardi ed ormai eravamo rimaste solo noi due in azienda.

Mi telefonò chiedendomi di portargli dei fascicoli e metterli sopra la sua scrivania mentre lei andava un attimo in bagno.

Così andai e nel monitor del suo pc vidi che c'erano aperte delle foto porno lesbiche!
Rimasi un attimo sorpresa e poi decisi di andare verso il bagno.

Proprio in quel momento lei uscì e mi trovò li davanti.
Mi disse se gli avevo portato i fascicoli e io risposi di si, credo fossi un po' rossa in viso.
Lei lo notò e mi chiese se avevo visto qualcosa.
Non mi andava di mentire, dissi una risposta che faceva intendere: "Veramente..."
Chiara naturalmente capì, si avvicinò a me con uno sguardo che lasciava capire molto ed improvvisamente mi diede un bacio in bocca con molta passione.
Devo ammettere che non mi aveva fatto schifo.

Poi mi disse che ero molto bella e che da tempo mi desiderava.
Io un po' imbarazzata le dissi che apprezzavo i complimenti ma che non avevo mai provato queste cose quindi non sapevo com'era, allo stesso tempo nella mia mente ero eccitata e curiosa all'idea.

Mi disse di seguirla.

Ritornammo nel suo ufficio e chiuse la porta dietro di se.

Si avvicinò a me e mi ribaciò di nuovo, stavolta più a lungo, la sua lingua esplorava vogliosamente la mia bocca. Incominciai a respirare profondamente e ad essere accaldata.
Lei mi disse: "Serena io ti voglio, ora"

Il suo corpo si avvinghiò al mio, chiusi gli occhi e iniziai a provare piacere.

Mi spogliò pian piano di tutti i miei indumenti e mi spinse sul piano della scrivania facendomi sdraiare sopra.

Ansimavo, il mio corpo caldo era li pronto ad essere tutto suo.

Lei pure si spogliò di fronte a me, wow aveva un gran bel corpo.

Si strusciò su di me e ormai vogliosa anche io presi iniziativa e la toccai e baciai intensamente.
Lei mi disse: "Hai un corpo stupendo, tutto da assaggiare. Ti piace vero Serena?"
Io gli risposi che mi piaceva moltissimo.
Poi lei rincarò: "Ora ti faccio godere".

Con la lingua iniziò ad esplorare il mio corpo, partendo dal collo e scendendo sempre più in giù, soffermandosi più a lungo sui miei capezzoli diventati turgidi.

Quando arrivò al mio triangolino ero già ben lubrificata dall'eccitamento. Si mise a leccarmela vogliosamente e io mi lascia andare a forti gemiti fino a che non esplosi in un intenso orgasmo.
Le gambe mi tremavano dal piacere e lei con la sua bocca si gustò tutti i miei umori.

Lei mi disse: "Oh Serena la tua fica mi fa impazzire" e poi "ora sono bagnatissima anche io!".
Ero appagata dall'orgasmo appena avuto ma ancora eccitata, nuda di fronte a me volevo ricambiare e farla venire.

Le dissi che la potevo aiutare.

Così ci ribaciammo di nuovo con passione e stavolta era lei sul tavolo della scrivania. Gli succhiai i bei capezzoli duri e con le dita iniziai a farla godere infilandoglieli dentro la fica ormai bagnata e masturbandola.

Lei urlò di piacere e mi disse di continuare così che la stavo facendo godere da matti.
Vedere le sue espressioni di piacere e sentire i forti gemiti causati da quello che gli stavo facendo mi eccitava terribilmente.
Così mi misi a leccargli il clitoride con grande voglia, mentre con veemenza la penetravo prima con due e poi tre dita tutte dentro fino a che non esplose venendo, i suoi copiosi fluidi avevano bagnato sia me che la scrivania!

Si alzò e mi leccò la faccia dicendo che era fantastica, ci baciammo ancora appassionatamente, le nostre lingue giocavano tra di loro.

Poi appagate e sudate ci rivestimmo ed andammo in palestra. La giornata lavorativa si era chiusa in modo così inaspettato e piacevole.
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