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Sondaggio: Eri a conoscenza del Tributo: ne hai mai fatto o ricevuto uno?
Questo sondaggio è chiuso.
Si, è una pratica che mi soddisfa
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No, non mi piace per niente
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Mi piacerebbe provare
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Video e Foto: Occhi aperti.
#1
Question 
Oggi vi voglio parlare di un Sex Toys molto “pericoloso” per il quale non c’è bisogno del Sexy Shop, tutti ne abbiamo in casa almeno uno... non ci credete?
Allora rispondete a una semplice domanda:
“Avete un PC oppure uno Smartphone?”
Sì, naturalmente.
Ecco: questo è il “pericoloso” giocattolo che maneggiate tutti i giorni, probabilmente ignorando quali rischi si corrono a scherzare troppo col “fuoco” o, meglio, con le telecamere!

Grazie alla diffusione e alla miniaturizzazione di questi oggetti (e alla faccia della Privacy), si sono diffusi nuovi usi e tendenze che, a volte, cominciano come un gioco. Invece potrebbe finire male, perchè, molto più spesso di quanto possiate immaginare, venite spiati (soprattutto le donne), filmate o fotografate in segreto.
Succede per strada, nei tram, a teatro, al ristorante, ovunque. Specialmente nei luoghi affollati; persino negli uffici. Oltre alle centinaia di telecamere addette alla sicurezza, un piccolo esercito di “neo guardoni”, vi ruba immagini, più o meno caste, e se le porta via a vostra insaputa.
Sono milioni, nel mondo, i video ripresi sotto le gonne di donne del tutto ignare, per il 90% nemmeno lo sapranno mai di essere state riprese in mutande o, peggio, del tutto senza.
Ci sono in giro “specialisti” che montano, su di un innocuo carrellino, sulla punta di un bastone, delle microcamere. Scelgono la vittima più facile da filmare, e non ha importanza la vostra silhouette, non se ne fregano se siete sovrappeso o magrissime, non ha importanza l’età... potete essere una giovane universitaria o una nonna che porta i nipotini al parco, il nostro porno regista “fai da te” non è interessato al altro che al puro piacere di violare la vostra intimità. Diffidate persino di chi porta il gesso, un gambaletto ortopedico o, magari, di un ineccepibile impiegato, in doppio petto e valigetta: potrebbero tranquillamente nascondere una microcamera.
Beh, direte voi... sono cose che capitano da sempre; l’uomo spia con piacere le grazie femminili. Perfetto... quello che forse vi sfugge è che, questa storia, non finisce qui!
Quasi certamente il vostro video, con le chiappe in bella mostra, oppure un momento di intimità con vostro uomo, o peggio, col vostro amante, verrà sicuramente messo “in rete”, su Internet.


[Immagine: selena_gomez61.jpg]

Da quel momento le vostre immagini diventano di dominio pubblico, spesso vengono rimbalzate di sito in sito, arrivando fino a milioni di visualizzazioni in tutto il mondo.
Chiedete a un esperto se pensate che vi sto raccontando delle frottole.
Naturalmente, in questo articolo, non ci soffermeremo eccessivamente sui video, più o meno erotici, che avete girato, spesso per gioco o, semplicemente, per accontentare il vostro “amore” di quel periodo.
Ve lo assicuro: non esiste filmato privato che non finisce, prima o poi, nella rete.
I più pericolosi sono soprattutto gli ex... ex fidanzati, ex mariti, amanti occasionali di una sera di baldoria o una notte in discoteca.
Ci sono tante e continue “ultime mode” nel web, adesso imperversano: la ripresa dello sverginamento, con tanto di “prova d’amore” in primo piano e le improvvisate “gang bang”, tra amici e studenti, in un momento di follia sessuale.
Lasciate perdere gli avvocati e le denunce, quello viene dopo... molto dopo che la frittata è fatta e, come ben sapete, il problema è tutto vostro. persino se vi hanno filmate mentre subivate violenza (oggi si filma pure questo). Sapete già la gente come la pensa e in quanti potrebbero prendere le distanze da voi.

[Immagine: Kayleigh-Pearson-See-Through-Panty-Upski...ids-01.jpg]

Cari Amici e, soprattutto, Amiche, non voglio spaventarvi, voglio solo ricordarvi di non essere superficiali, di cercare sempre di fare in modo che il filmato rimanga in vostro possesso e, soprattutto di evitare, accuratamente, di farvi riprendere il volto.

Bene, concludiamo questa carrellata di “successi” con un ultimo, interessante e MOLTO trascurato gioco, di cui si parla poco ma che, forse, è il più invasivo e indecente di tutti. Dico indecente non per l’azione che si compie perchè spesso la donna (o le donne) oggetto di questa pratica non lo sapranno mai; e dico indecente perché spesso chi vi sta più vicino e proprio chi, segretamente, approfitta della vostra innocenza e buona fede.
Tempo fa, ho scritto un racconto sull’argomento: Il Tributo.
Si tratta della storia vera (romanzata) del mio personale approccio (del tutto volontario) a questa “disciplina”; volevo provare e, come previsto, non mi è piaciuta... ma questo è un parere del tutto personale.

In cosa consiste il cosiddetto “Tributo”?
Nel raccogliere una foto personale di qualcuno e poi: o impostandola sul video del Tablet, o stampandone una bella copia a colori, il Tributer (occasionale o professionista) inizia a farsi una sega, mentre con una telecamera inquadra tutta la scena.
Quindi avremo: il pene del signore in primissimo piano, che si smanetta allegramente su una fotografia... questa immagine può ritrarre, all’occorrenza: corpi nudi femminili, parti intime femminili ma anche, molto spesso, dei semplici, innocenti, volti, quasi sempre femminili.
Dopo un paio di minuti, al massimo, il nostro eroe termina il suo lavoretto con un’eiaculazione più o meno copiosa e sversa il seme sull’immagine, avendo cura di spruzzarla fino all’ultima goccia.
Ma... che provenienza hanno quelle foto? Sono sempre di compiacenti e allegre ragazze con il gusto del Cyber Sex?
Purtroppo no.
Molto spesso si tratta di foto del tutto innocenti tratte da un profilo Facebook o di altri Social... però, dopo il “Tributo”, ben spruzzate e spesso disgustose, vengono infilate direttamente sui siti a luci rosse e, come al solito, iniziano il loro pazzo giro del mondo porno.
Altre origini, accertate personalmente, delle fotografie:
- il marito, spesso insoddisfatto, a volte viziosetto, scatta foto della sua signora, mentre, ignara, fa la doccia o si cambia gli indumenti intimi.
- il fidanzatino, succube di un amico oppure esibizionista.
- il collega d’ufficio o di università, magari quello a cui avete dato un “due di picche”; lui vi scatta una bella foto, magari semplicemente un ritratto, e via, la passa a un amico, a un Tributer o, magari, per puro sfregio, procede lui stesso all’inseminazione “tipografica”.
I più pericolosi sono gli ex, peggio se si sono sentiti scalzati o traditi; gli ex mariti, avendo vissuto tanto tempo in comune, in genere hanno una bella scorta di foto “di famiglia”.
Infine, per par condicio, devo dire che molte sono le foto tributate che raffigurano dei gaudenti transessuali.
Concludo questo articoletto con alcuni brani del mio racconto, giusto per farmi un po’ di pubblicità!
Giovanna

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Brani scelti da: Il Tributo, web sex a gogo.

Una volta messa una foto sul web … essa non è più tua … lo sapevo, ma ci ero cascata lo stesso.
Gerry trattenne ogni emozione per se, per estorcermi tutta la verità.
- Beh … ecco … anch’io ho messo qualche foto … così, per gioco – continuai con meno enfasi, volevo sminuire il valore di quelle azioni, gettando la cosa sullo scherzoso.
- Poi, dopo alcuni giorni, cosa succede? – sorrido – Uno di questi matti mi scrive e mi avverte che ha fatto un “tributo” … per me. –
Lui mi da un’occhiata.
- Sì, un tributo – dico – loro le chiamano così, le sborrate … io, quando ho messo le foto, non sapevo che succedesse questo … così, questa persona, ha fatto un filmato e me l’ha spedito sulla mail … vuoi vedere? – dissi quasi timorosa.
- Ok, vediamo … – disse lui, ma sentivo che non era entusiasta della cosa.
Non sapevo come uscirne.
Non potevo fermarmi adesso … sarebbe stato peggio e avremmo di sicuro litigato.
Continuai a far passare il tutto come uno scherzo senza significato e feci in modo che i seni esplodessero dal giacchino aperto davanti, mentre io mi attardavo sulla tastiera per far partire il video.
- Ecco – dissi – guarda … è solo una sciocchezza … –
Il video partì, anche con il sonoro, purtroppo …
Si vedeva una delle mie foto, una delle più belle scattate da Gerry, l’unica, dove si vedevano il mio viso e il mio decolté, mentre con le mani a coppa offrivo le mie grosse “bocce” … rigorosamente trattenute dal reggiseno … niente di osceno, insomma.
Mi rosi il fegato.
Come cazzo potevo immaginare che su una decina di foto senza volto, dove avevo offerto “al pubblico” le mie tette nude, le cosce aperte con la figa in mostra e persino il mio sedere, mentre voltata, lo spalancavo per offrire meglio i miei buchi agli sguardi maliziosi … potevo mai pensare, mi ripetevo, che quel disgraziato del mio “Amico” avesse deciso, non so fino a che punto ingenuamente, di sborrare sull’unica foto “casta” che avevo postato?
Ma vaffanculo!
Ormai la frittata era fatta …
Gerry guardava rapito il filmato, non si perdeva un solo particolare … incrociai le dita dietro la schiena e mi feci furba, così provai a togliere il pigiama del tutto, restando al suo fianco seminuda.
Speriamo bene, pensai, avevo le calze a rete nere e le scarpe col tacco, di sotto … come piaceva tanto a lui.
Intanto, mio marito, fece ripartire il video per la seconda volta!
Io ero là, sulla foto appena stampata, col sorriso ammiccante e quasi ingenuo: facevo da sfondo a un grosso cazzo, in primissimo piano, quello di “Lui”.
Con la mano se lo stava iniziando a smanettare, massaggiandoselo e scapocchiandolo ripetutamente, in maniera molto sensuale.
Le immagini avevano un che di liquido, sinuoso: vedevo la pelle che si ritirava, per lasciare uscire il grosso glande rosso, gonfio.
Dava l’idea di una belva o, meglio, di un serpente che vuole conquistare e mordere la sua vittima, non può trattenersi pieno di bramosia.
Le immagini si ripetevano nel breve filmato … non mi stancavo di guardarle … avevano un qualcosa di ipnotico … anche i suoni, gli sbuffi del maschio, il rumore delicato della “manipolazione”, tutto contribuiva a dare al video valenze sempre nuove e, allo stesso tempo, ancestrali.
Gerry sparì … insieme alla stanza intorno a noi.
Il mondo intero sparì … in quei pochi attimi: ed io compresi …
Non era una sega da “pippaiolo” quella a cui stavo assistendo.
La mano dell’uomo non lo stava masturbando per cercare un attimo di piacere solitario: quell’uomo era un “sacerdote” ed io, nella foto, nel simulacro, la donna –dea!
La personificazione stessa della fertilità, della natura e dei Misteri più antichi della vita.
I suoi gesti, la sua manipolazione, non avevano più nulla di pornografico.
Non se lo stava facendo in mano per togliersi uno sfizio: era lampante!
Lui, l’Officiante, maneggiava l’attrezzo, simbolo della virilità, alla ricerca del seme dell’uomo … sbucciava il baccello della vita, cercando di trarne il succo vitale …
La dea non era con lui, ma non importava …
Da tempi immemorabili, l’uomo celebrava, anche da solo, il rito della fertilità.
Sempre in simbiosi con l’eterno principio femminino e creativo.
I Masai, gli antichi popoli Mesopotamici, le civiltà perdute, i seguaci del Tantrismo … celebravano da sempre lo stesso, eterno rito, lo Yin che cerca la completezza creativa nello Yang: ancora una volta davanti, al mio sguardo, si completava il ciclo!
La mano dell’uomo scorreva svogliata sul suo grosso cazzo … ogni gesto era calibrato, sapiente, tutto il suo essere era proiettato all’emissione del seme.
Era ovvio che non provasse il piacere discinto di un ragazzo arrapato, ma il desiderio di tributare tutta la sua devozione, la sua ammirazione per la donna-dea, in chiunque si fosse personificato, la mia bellezza o le mie forme, non gli interessavano troppo durante il rito …
Lui cercava solo, in maniera ossessiva, di trovare il principio vitale maschile e di inseminarlo nella fertile alcova femminile, una forma-pensiero, e usava la foto come simulacro per ispirarsi.
L’unico scopo era portare a termine la sua invocazione, la preghiera più antica del mondo.
Ecco … lo sperma mascolino!
Risvegliato dal tam-tam del cuore che accelerava i battiti e dal respiro affannoso di lui, si fa strada attraverso gli antichi condotti e, come liquido fiume lattiginoso, cerca la vittima da inseminare, la fessura da fecondare: il principio da profanare.
Alla fine trova il meato del pene e, inarrestabile, sgorga.
L’eccitazione mi aveva invaso e mi ottenebrava la mente, mentre sotto di me, un calore bagnato si era impossessato della vagina …
Il ritorno alla realtà fu brusco e violento: un ceffone deciso mi colpì sulla guancia.
Fu tanto improvviso che il dolore venne dopo, vidi prima le stelle come si suol dire …
Gerry mi aveva colpito con rabbia … era da tanto che non mi picchiava.
Non replicai, ma chiusa in me stessa e senza lamentarmi cominciai a massaggiarmi il volto, guardandolo con odio, ma senza reagire.
Era più forte di me, non sapevo rispondere alla violenza, la subivo come una condanna, come fosse una punizione da sopportare.
Gerry era uno dei pochi che non mi picchiava quasi mai … e comunque mai in maniera da farmi male.
Più che altro a volte mi aveva punito, per farmi capire dove avevo sbagliato.

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- Vieni, schifosa, fammi il pompino, giacché solo questo sai fare! –
Per non farlo arrabbiare ancora di più mi precipitai a inginocchiarmi davanti a lui e lo presi subito in bocca.
Succhiai, ma non gli bastava, mi prese per le orecchie e mi affondò tutta la mazza fino in gola, tirandomi a se … stavo soffocando e gli occhi si riempirono di lacrime, ma lui non mollava.
Spingeva in bocca il suo cazzo fino alle palle, senza un attimo di tregua.
Saliva e umori scendevano a fiotti dalla mia bocca, mentre i peli del suo scroto mi pungevano le labbra.
- Non devi permetterti di fare altro che pompini, troia, lo sai! – e giù, a scoparmi in bocca come un forsennato.
La rapidità delle penetrazioni era tale da avvilirmi, rendendomi incapace di pensare.
Fece partire il filmato cliccando su: Rivedi.
- Guardati, stronza, ti fai sborrare addosso e hai anche il coraggio di farti vedere … – poi aggiunse – Adesso alzati, girati di culo! –


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- Va bene … quando vuoi, sono pronta! –
Gerry come al solito si mise comodo dietro di me e si dedicò a una breve masturbazione, in pochi minuti era infoiato al punto giusto …
Si segava talmente vicino al mio deretano, che sentivo l’aria muoversi per le vibrazioni: capitava spesso che la sua capocchia gonfia, mi schiaffeggiasse l’ano dilatato.
Io, infatti, mi tenevo le chiappe aperte, tirando con le dita il più vicino possibile all’orifizio anale.
Speravo sempre di aprirmi tanto da farci passare dentro il cazzo senza ostacoli … ma ancora una volta non fu così.
La penetrazione mi sorprese, spezzandomi il respiro… emisi l’aria dalla bocca, come se la pompa del suo cazzo facesse da stantuffo.
Entrava come un treno in una galleria troppo stretta … entrava, sfondava, mi faceva tanto male.
Lui senza alcuna pietà, dopo l’affondo, lo estrasse completamente, per poi subito infilarmelo tutto.
- Porta il conto, zoccola, ti rompo il culo in dieci colpi, capito? –
Con voce rotta risposi – Sì, va bene! –
- Contale e ringraziami, schiava di merda … troia! –
- Si padrone mio, grazie … adesso le conto, va bene! – dissi sottomessa e sempre più arrapata, nonostante il dolore lancinante provocato dall’inculata senza lubrificazione.
- Dai presto, puttana … che ho fretta di sborrare! -
- Sì, eccomi pronta, inculami pure … e … e … Una! – dissi quando lui con prontezza si tuffò nel mio sfintere.

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(Leggi il racconto completo clikkando qui sotto)

IL TRIBUTO, WEB SEX A GO GO

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