Salta al contenuto

La rossa – Prologo

Scoprire una perversione è come trovare una stanza segreta dietro un muro del tuo appartamento. L’apertura può avvenire in maniera traumatica: cerchi di piantare un chiodo e si sfonda una parete; oppure in maniera soft, una storia che leggi, un film che vedi, un articolo di abbigliamento che ti colpisce… Una persona che ti sa leggere dentro.

Laura estate in costiera

Sono tanti i modi in cui la TUA perversione ti trova e, da quel momento, nella tua mente si apre un mondo. Un mondo che può rimanere solo sognato oppure nel quale ti tuffi interamente, opponendo sempre meno resistenza e perdendoti sempre più nelle sue spire, senza capacità di controllo da parte tua.
Ecco, questo è quello che è capitato a me. Poco dopo i 30 anni ho scoperto una nuova Laura che non posso né voglio fermare.
Accade quel che accada.

Capitolo 1

Ho perso mio padre che avevo due anni e mamma doveva fare molti sacrifici, lavorando sempre per mandare avanti la famiglia. Cosi, sono cresciuta in Convitto, dalle suore e ho ricevuto un’educazione abbastanza severa e rigorosa. Comunque, anche da bambina, non so perché, ma ho sempre attirato gli appetiti sessuali delle amichette, che mi spogliavano o mi abbassavano le mutandine per toccarmi o baciarmi tra le cosce. Tutto questo era piacevole, quindi io mi lasciavo fare e poi, già nell’infanzia, provavo questa intensa emozione nel donarmi, nel sottopormi a delle prove, anche estreme, pur di non deludere coloro che, in tali occasioni mi gestivano e mi comandavano. Ero spontaneamente pronta all’obbedienza, volevo rendere chi mi sottometteva orgoglioso del mio operato.

In quei giochi con le amichette ero sempre passiva e mi lasciavo fare di tutto.

Come mi ha detto qualche persona esperta, e lo ritengo probabile, la mancanza della figura paterna, mi ha resa disponibile ad accettare la guida, soprattutto quella di uomini maturi dal carattere deciso, cosa che mio marito non mi ha mai trasmesso.

Io, una giovane moglie e mamma tranquilla.

Io, ero vestita come una donna di spettacolo.

Io, esibita in maniera scomposta davanti a tre sessantenni che mi mangiavano con gli occhi,

Non capivo come può cambiare, in poche ore, la prospettiva di una persona.

Insisterono perché li accompagnassi a colazione in un posticino fuori zòna.

Mio suocero si comportava come se tutto fosse normale.

Sembrava regolare che sua nuora, la madre dei suoi nipoti, desse mostra di sè, abbigliata in nero trasparente, autoreggenti operate, seminuda.

Accettai di seguirli.

Per fortuna, in ufficio, avevo uno spolverino leggero. Cercai di coprirmi almeno un po’.

In macchina iniziò la misteriosa trasformazione. Avvenne in maniera così repentina, che solo nei giorni successivi potei tentare di cominciare ad accettare, cosa mi stava capitando.

Nel primo pomeriggio tornammo direttamente in ufficio, da soli.

A me girava la testa, avevo bevuto un po’ di vino bianco siciliano, ma non era per quello…

Era un qualcosa che ribolliva al centro dello sterno. Una cosa che mi teneva l’animo sospeso e la figa bagnata.

Desideravo essere toccata, gualcita da mani forti, nuove.

Avevo bisogno di uno dei miei ditalini veloci e intensi…

Credevo che l’avventura fosse terminata.

E speravo che mio marito non ne avesse saputo mai nulla, sarei sprofondata per la vergogna.

Mi ritirai nel mio spazio, e poi andai in bagno per rassettarmi e fare pipì.

Dopo, mi sarei liberata di quei vestiti sexy e sarei tornata alla mia vita normale. Mi sarei masturbata la sera, a casa, appena possibile.

Ma…

Mentre pisciavo, la porta del gabinetto si aprì.

Per poco il cuore non si fermò, era mio suocero, con disinvoltura disse:

Appena hai finito vieni da me, ti devo parlare.

Non dissi nulla, non mi ribellai, ma ancora una volta, sentii una barriera spezzarsi nella mia moralità.

Era tutto pazzesco.

Sembravo una battona pronta a farsi fottere e mio suocero senza rispetto alcuno, ora mi vedeva pisciare.

Nemmeno a mio marito avevo mai concesso tanta intimità.

Possibile che non ci trovassi niente da ridire?

Non era assolutamente normale ma mi piaceva, mi eccitava, mi drogava… altro che ribellarmi, io pendevo dalle sue labbra!

Quando uscii dal cesso, lo trovai in piedi che mi aspettava,

Rimettiti le scarpe col tacco, ordinò, poi con voce gentile ma ferma,

– Ascolta, da oggi dobbiamo cambiare un po’ le cose. Tu sarai la mia segretaria privata, quindi farai a modo mio.

Per prima cosa, mi piace essere sempre eccitato, quindi, visto che sei molto bella, ti voglio valorizzare.

Quando arrivi da me, ti cambi.

Ti procurerò altri abiti sexy… non voglio vederti mai con i collant, perché io, per sexy, intendo che si deve vedere il seno intero, e il pelo della figa, quindi, dovrai stare senza mutande!

Io trasalii, volevo quasi difendermi, da quelle assurde richieste verbali.

Sono una donna, capivo che cedere adesso sarebbe stato facile, ora che avevo bevuto, ma in seguito cosa sarebbe accaduto?

Prima o poi, qualche operaio poteva vedermi.

Mio cognato passava spesso all’improvviso, ed entrava senza bussare.

Piena di vergogna e di paura, cercai di difendermi ma senza avere la capacità di oppormi.

– Ma almeno posso tenere un camice da lavoro? Se entra qualcuno farò la figura della puttana… tuo figlio è mio marito, non ci pensi?

– Vedremo, disse lui, vedremo, l’importante è che stai senza mutande!

Quella semplice parola, eppure così intima tra estranei, mi faceva trasalire e mi bagnavo la figa ogni volta.

– Vieni, abbracciami, voglio festeggiare con te il nuovo contratto.

Ti voglio ringraziare…

Hai visto i clienti?

Hanno firmato di corsa.

Sbavavano… secondo me, hanno pensato, se firmiamo il contratto potremo incontrare ancora questa troia.

Ebbi un brivido, anche se sapevo che l’avevano pensato,

Non ti eccita sapere che più uomini vorrebbero saltarti addosso?

Non risposi, non sapevo che dire, volevo andarmene e volevo restare, sapevo che tutta la situazione stava prendendo una piega troppo intima…

cosa potevo fare?

Poi mio suocero si avvicinò un po’ troppo, mi strinse tra le braccia, ci baciammo le guance come buoni amici, ma poi il calore ebbe la mêglio.

Mi strinse ancora, stavolta con libidine.

Le sue dita palpavano i fianchi, il culo, e intanto mi baciava il collo, poi i capèzzoli, da sopra il velo del vestito,

Li morse, procurandomi delle fitte… e così persi la testa del tutto.

Diventai, una specie di manichino di carne nelle sue mani,

Quando lui mi toccò le mutande le trovò già bagnate,

– Via queste, levale, e non mettertele mai più, ti voglio puttana e sempre pronta!

Come osava?

Eppure lo aveva detto… e io ne godevo, io ero pronta ad essere sua,

E così fu!

Fu lui stesso a guidarmi verso la mia scrivania e a girarmi.

Sapevo cosa fare e, per lui, in segno di sottomissione, tirai giù le mutandine, allontanandole poi col tacco a spillo.

Passai una notte agitata, ma non era il senso di colpa o il disagio per essermi lasciata andare, proprio col padre di mio marito, mio suocero e nonno dei miei figli, anzi.

La presenza di mio marito che dormiva al mio fianco mi opprimeva: quella strana giornata mi aveva messo addosso voglie sopite. Eccitatissima e bagnata in figa pensavo a quel mio nuovo ruolo di segretaria puttana, ne immaginavo le implicazioni più oscene e frustranti e… insomma, non vedevo voglia di tornare in ufficio, indossare i vestiti stretti e succinti da prostituta e servire mio suocero, il mio nuovo padrone. Mi curavo poco delle apparenze, mi curavo poco del rischio di venire scoperta e sputtanata, ero ubriaca di desideri nuovi e mio suocero mi sembrava un protettore dal poso fermo, invincibile chiavatore, che avrebbe di certo saputo come proteggermi da ogni criticità.
All’alba, mio marito mi trovò al suo fianco, coccolosa e bagnata, certamente pensò che desideravo lui. Mi disse che doveva uscire presto, come al solito, ma io riuscii a prendergli il pisello in bocca che appena iniziava a risentire del mio calore. Lo succhiai fino a farlo tosto. Lui, come faceva di solito, mi mise a pecora e mi pompò senza troppi riguardi, come al solito sborrò in meno di cinque minuti… non era importante, quella veloce trapanata bastò a regalarmi un orgasmo di cui avevo un estremo bisogno e venni, proprio mentre lui sborrava a profusione.

Continua…

Collabora anche tu con The Red Lips!

Potrai vedere i tuoi articoli pubblicati.
Registrati sul sito ed effettua il login, scrivi ed invia allo staff le tue confessioni, fantasie, racconti erotici e recensioni di sex toys!
(Visite totali: 22, visite giornaliere: 1)
1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (2 voti, media: 4,00 di 5)
Loading...
Pubblicato inConfessioni eroticheRacconti erotici

Sii il primo a commentare

    Rispondi

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.