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Un’insospettabile MILF prima parte

Mamma era impegnata in cucina ed io stravaccata sul divano con il suo cellulare mentre cercavo di togliere delle fastidiose notifiche che le comparivano ogni tanto.
Ad un certo punto tra le app attive mi accorsi aveva Telegram, ero ignara che lo aveva installato.
Per curiosità l’aprii e trovai una chat con Daniela, una sua cara amica che conoscevo bene anche io.
Ciò che lessi mi lasciò letteralmente scioccata, non potevo credere ai miei occhi.
Scoprii che da tempo mia madre provava una forte attrazione sessuale per il mio ragazzo, Patrick.
Scorrendo la chat lessi le sue confidenze, tutte le sue più torbide fantasie, e che spesso utilizzava il suo vibratore mentre le aveva.
Mia madre dalla cucina chiese se avevo risolto, cercai di avere un tono di voce il più normale possibile e le dissi che avevo quasi sistemato.
Prima di chiudere la chat lessi un messaggio dove mia madre scriveva alla sua amica che lei non aveva il coraggio di farsi avanti e provarci, più volte aveva avuto la tentazione, soprattutto quando notava la forma e dimensioni di quella splendida “anaconda” (come l’appellava lei) quando Patrick portava pantaloncini o costume attillato ma era frenata dal fatto che avrebbe messo a repentaglio lo splendido rapporto che c’era tra noi due.
Sistemai il problema delle notifiche e restituii il telefono a mia madre, per far finta di niente le chiesi cosa c’era di buono oggi a pranzo, mi rispose maccheroncini al fumé.
“Buoni!” Esclamai e aggiunsi che Patrick li adorava, lei accennò un sorriso e disse che lo sapeva.

Io e mia madre abbiamo un legame molto forte, specialmente dopo l’improvvisa scomparsa di mio padre tre anni fa in un tragico incidente d’auto.
Da quel momento Patrick si è trasferito a casa nostra ed è praticamente diventato lui l’uomo di casa, è un bravissimo ragazzo e molto disponibile.
Mia mamma è una donna di 45 anni tranquilla, si è fatta degli hobby, esce e si diverte con un gruppo di amiche, non so se frequenta qualcuno ma so che non si è rifatta una vita con un altro uomo.
Della sua vita intima non so molto, è discreta e anche lei non mi chiede molto a riguardo.
Sapevo del suo giocattolino ma non mi sarei mai immaginata che lo usasse avendo certi pensieri.
Anche se l’idea poteva disgustarmi decisi di mettere mia madre alla prova e “usare” Patrick per stuzzicarla.

Patrick ha 22 anni ed è un ragazzo emigrato dal Senegal, ha cercato fortuna qui in Italia lasciando i genitori al suo Paese, parla bene l’italiano e si è ambientato.
L’ho conosciuto un paio di anni fa in un centro commerciale, lui fa il commesso in un negozio di scarpe sportive.
Ero entrata per cercare un nuovo paio di scarpe da tennis e lui si è subito offerto di aiutarmi, la sua gentilezza e il suo sorriso mi hanno subito conquistata.
Ci siamo scambiati i numeri di telefono e quello stesso giorno abbiamo fatto un aperitivo insieme, mi ha raccontato la sua storia e io la mia vita, c’è stato subito feeling.
Dopo qualche giorno e altre paio di volte che ci siamo visti lo invitai a casa mia a cena, mia madre era uscita con le amiche per una pizza insieme.
Non impiegammo molto a ritrovarci nel letto a limonare, io era diverso tempo che non lo facevo e avevo una voglia matta.
Devo dire che Patrick ci sa proprio fare e poi madre natura ha fatto bene il suo dovere, il che non guasta 🙂
Rimasi impressionata dal suo cazzo, non solo lungo (ad occhio in erezione oltre 20cm sicuramente) ma anche bello largo.
Quella sera mi ha fatto venire ben tre volte.
Presentai Patrick a mia madre circa un mesetto dopo la nostra frequentazione, era contenta del nostro fidanzamento e di vedermi più spensierata.
Viveva in un piccolo appartemento in affitto insieme ad altri suoi due connazionali, ma ce la faceva a malapena ad andare avanti con il basso stipendio.
Così dopo la morte di mio padre parlai con mia madre e le chiesi se poteva trasferirsi da noi, la nostra relazione era ormai ben consolidata, lei fu favorevole.
Patrick è veramente un ragazzo altruista, si offre per aiutare chiunque ed ebbe da subito un ottimo rapporto con mia madre.

Gli accennai della scoperta che avevo fatto e la sua reazione era un misto tra stupore ed imbarazzo.
Gli proposi un piano e anche se era titubante accettò.
Dopo cena uscimmo per prendere un gelato.
Ci sedemmo in una panchina di un giardinetto a gustarcelo.
Mia madre ed io avevamo preso cioccolato fondente e pistacchio.
“Mmm è proprio buono questo cioccolato vero mamma?” le chiesi. Lei confermò.
Sussurrai a Patrick di guardare intensamente mia madre come leccava il gelato.
Mi sorrise e lo fece.
Non avevo dubbi, Patrick faceva sempre tutto quello che gli dicevo.
Lei ricambiò lo sguardo e sorrise, cercò di fare finta di niente.
Quando tornammo a casa dissi a mamma che andavamo a letto perché eravamo un po’ stanchi, lei disse ok e che sarebbe rimasta ancora un po’ sveglia mettendosi a guardare la tv sul divano.
Una volta in camera nostra lasciai la porta abbastanza aperta.
Iniziai ad eccitare Patrick baciandolo sensualmente e infilandogli la mano nei suoi slip.
Adoravo sentire il suo cazzo come cresceva e diventava sempre più duro.
In men che non si dica ci spogliammo e iniziammo facendo la più classiche delle posizioni, a missionario.
Io ero sotto di lui e gli dissi di scoparmi il più forte possibile.
Iniziai a godere senza nessun freno, lo feci apposta, mia madre ci doveva sentire.
Mia madre sa che ovviamente facciamo sesso ma siamo stati sempre discreti e soprattutto con la porta chiusa.
Sentii i passi avvicinarsi, avevo il cuore in gola ma ero anche terribilmente eccitata.
La stanza era parzialmente illuminata da una luce soffusa proveniente dalla lampada sul comodino.
La vidi e continuai a godere.
Lei si soffermò a guardare quasi incredula.
Vide chiaramente come Patrick mi stava “stantuffando” senza sosta.
Ebbi un orgasmo incredibile!
Quando Patrick lo tirò fuori era zuppo dei miei umori.
Avvicinai il suo cazzo duro come il marmo alla mia bocca e lo succhiai avidamente.
Mia madre sgranò gli occhi, non so se per il pompino o perché poteva ammirare il grosso membro di Patrick in tutta la sua splendida erezione.
Lo feci ansimare sempre più forte fino a farlo venire.
Caldi schizzi di sperma mi inondarono la bocca, la gustai tutta.
Lei a quel punto andò via.
Che cosa pazza avevamo fatto!
Sentii mia madre spegnere la tv e chiudersi in camera.
“Vieni con me” dissi a Patrick.
Lui mi seguì.
Mi fermai davanti la porta della camera di mia madre.
“E ora?” mi chiese.
Gli dissi di aspettare.
Ad un certo punto sentimmo flebili gemiti. Dissi a Patrick di avvicinare l’orecchio alla porta ed ascoltare.
I gemiti erano più chiari, mia madre si stava masturbando con il suo vibratore.
Ci avrei scommesso!
Averci visto scopare sicuramente gli deve aver fatto venire una voglia pazzesca.
“Ti piace sentire mia madre mentre gode?” chiesi a Patrick con uno sguardo malizioso.
Lo vidi in evidente stato di imbarazzo e non sapeva cosa dire.
Non potei fare a meno di notare il suo cazzo riprendere vigore.
“Guarda se ti eccita tranquillo è normale!” gli dissi.
Anzi, la cosa eccitava pure me, mi bagnai di nuovo.
Gli dissi di sbattermi nuovamente, stavolta nel culo, e di farlo lì in piedi così.
Mi girai aprendo le gambe, allungando le braccia in alto e tenendomi al muro.
Patrick me lo mise senza pietà, così a secco.
Cercai in ogni modo possibile di non gridare.
Stavolta non volevo farmi sentire da mia madre che si sarebbe accorta eravamo lì.
L’ano pian piano si dilatò e l’iniziale dolore si trasformò in piacere.
Accolsi il suo bel cazzone dentro di me, la sua circonferenza mi “riempiva” per bene il culo.
Presi la mano di Patrick e la portai alla mia bocca mordendola per trattenere il forte godimento.
Con voce spezzata dal piacere gli dissi: “Senti mia madre come gode parecchio”.
Proprio in quel momento Patrick mi sborrò dentro ed io inesorabilmente venni nuovamente, l’orgasmo anale era una cosa divina.

La mattina seguente ci trovammo al solito tutti e tre in cucina per la colazione.
Si percepiva nell’aria un po’ di imbarazzo ma mia madre non disse nulla.
Patrick ci lasciò sole per andare a lavorare.
A quel punto lei in modo gentile e con un sorriso mi disse: “Allora vi siete proprio divertiti ieri sera!”
Io le risposi scusandomi che eravamo molto presi.
“Tranquilla non ti devi scusare.” disse prontamente lei e aggiunse: “Siete giovani e avete gli ormoni a palla, non mi ha scandalizzata, anzi scusami tu, non pensavo di trovare la porta aperta e vedervi.”
Le risposi che non c’erano problemi e le dissi che per la foga ci eravamo dimenticati.
Poi mi disse: “Si vede che avete un’ottima intesa sessuale e poi Patrick ci deve saper proprio fare…”
A quel punto con uno sguardo complice dissi: “Si mamma e poi è ben dotato…”
“Mi sono accorta!” esclamò lei e scoppiammo a ridere.
Mi disse che doveva andare in bagno.
Aveva lasciato il cellulare sopra il tavolo ed ero troppo incuriosita di sbirciare su Telegram.
Non aveva perso tempo!
Aprii la chat con Daniela, le aveva scritto appena sveglia raccontando nei minimi particolari la scena a cui aveva assistito e quanto era rimasta impressionata dal cazzo di Patrick e dalle mie urla di godimento.
L’amica l’esortava a fare qualcosa altrimenti questa situazione sarebbe diventata insostenibile: “Non puoi andare avanti così! Bisogna che te lo fai assolutamente o provi a parlarne in modo delicato con tua figlia se no vai a finire che ci muori dalla voglia :)”
E poi il messaggio di mia madre: “In effetti hai proprio ragione… non so quanto sarò in grado di reggere ancora. Dopo averli visti mi era venuta una voglia che non immagini e ho pure squirtato usando il vibratore quando sono andata a letto.”
Chiusi Telegram e dissi a mia madre che dovevo uscire.
Andai al centro commerciale a fare dei giri per negozi e con l’occasione mi fermai in quello dove lavorava Patrick, dissi che dovevo parlargli.
Mi rispose ok che tanto doveva fare una piccola pausa.
Gli raccontai della chat e stavolta gli proposi un piano decisamente più audace, volevo vedere la reazione di mia mamma.
Mi disse scherzosamente che ero pazza ma che lo avrebbe fatto per me.

Il piano era di essere tutti un po’ alticci a cena, avrebbe facilitato la situazione, e poi far vedere “l’anaconda” di Patrick a mia madra.
Così comprai un paio di bottiglie di buon vino bianco, si sposavano perfettamente con il cibo, mia madre mi aveva detto che avrebbe cucinato pesce.
Arrivò così la sera e cenammo fuori in giardino, era una calda serata.
Mangiammo e bevemmo a volontà, iniziammo a ridere anche per le cose più stupide.
Poi ci mettemmo sul dondolo a rilassarci, Patrick era in mezzo a noi due.
Senza esitare allungai una mano appoggiandola sul suo pacco.
Mia madre sorrise senza dire niente.
Lui ormai era arrapato.
Gli tirai giù i calzoncini e slip, presi il suo cazzo duro in mano.
Mia madre chiese che stavo facendo non smettendo di fissare l’imponente erezione di Patrick.
Gli chiesi se lo volesse toccare.
Rimase un po’ scioccata ma disse che se per me e Patrick andava bene…
Annuii.
Mia madre allungò la mano e con un movimento delizioso lo masturbò.
Patrick iniziò ad ansimare.
Le chiesi se le piaceva, mi rispose che era stupendo.
Ormai era in ballo, le dissi che poteva cavalcarlo.
Non si tirò indietro, era troppo vogliosa e l’alcool stava facendo il suo effetto, si mise sopra di lui.
Il grosso cazzo di Patrick le entrò tutto dentro facendola gemere forte.
Ero bella bagnata pure io ormai e iniziai a masturbarmi energicamente.
Mia madre se lo stava scopando alla grande.
Ormai avevo la conferma, era una grandissima MILF.
Venne urlando “Oh mio Dio!” diverse volte e schizzando i suoi abbondanti fluidi sul cazzo di Patrick, wow!
Poi senza ritegno le dissi: “Ora leccalo tutto!”
Non si tirò indietro, si inginocchiò di fronte a lui e vogliosamente lo prese in bocca il più possibile, non entrava tutto.
Cavolo mia madre ci sapeva fare, gli fece un pompino bello bagnato, leccandogli anche le palle.
Patrick godette riempiendo la faccia di mia madre della sua calda sborra e lei disse: “Ah siii quanto mi piace, mmm.”
Mi aveva eccitato tremendamente vederla sottomessa così che venni pure io.
Lo so che è mia madre ed è una gran perversione ma decisi che da quella sera lei doveva far parte dei nostri giochi sessuali.

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